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Nero e nero in quadricromia

Il colore nero nella stampa: nero o nero profondo?

Nella stampa il nero non è sempre uguale. Possiamo infatti notare neri con tonalità differenti e, di conseguenza, immagini più o meno efficaci dal punto di vista visivo.
Cercheremo di chiarire perché una stampa in bianco e nero richieda la stessa attenzione di una stampa a colori — se non addirittura maggiore.  




 
Le domande più ricorrenti sono: Perché i neri sono diversi?
Nella stampa vedo neri intensi e altri più sbiaditi: Perché succede questo?

E' importante sapere che esistono 2 modi per ottenere il nero:
il primo attraverso l'uso di un unico inchiostro nero (K) e il secondo attraverso la sovrapposizione di 4 colori (CMYK).
Per effettuare un confronto corretto è necessario considerare la stessa tipologia di carta e un nero impostato al 100%.
Se, a parità di condizioni, il risultato appare differente, occorre analizzare il file di stampa.
 
Nero ricco


(Vedi la foto)


Differenze nella Ristampa:
Premettiamo che le ristampe a distanza di tempo possono avere piccole differenze, malgrado la calibrazione tramite densitometro ne faciliti la ripetibilità.
Eventuali variazioni sono quindi da ricercare sul modo in cui è stato realizzato il file o sul tipo di stampa utilizzata (K) o (CMYK), in particolare se la stampa è stata fatta attraverso un unico canale del nero oppure con la combinazione dei quattro colori.

Qualità: il nero ricco
Per avere un nero più profondo entrano in gioco i colori CMY della quadricromia che in aggiunta al nero rendono la tonalità più scura e profonda nelle zone di ombra.
Ad esempio, un fondo può essere realizzato:
con nero al 100% (solo K); oppure con nero al 100% più l’aggiunta del 10% di Ciano, 10%  Magenta e 10% Giallo.
Evita di usare percentuali maggiori del 20% per evitare problemi di asciugatura.
(vedi immagine qui sotto)
La differenza percepita è significativa, soprattutto nella riproduzione fotografica dove l’immagine acquista maggiore profondità e intensità.
Il nero ottenuto mediante quadricromia è molto più intenso del nero puro al 100%. Questo tipo di nero amplia la gamma tonale e consente di rendere le fotografie più definite e profonde.
Il nero realizzato con la quadricromia può introdurre una leggera dominante cromatica, più calda o fredda, a seconda delle percentuali utilizzate e del tipo di immagine.

Quando usare il nero K e quando la quadricromia?
Senza ombra di dubbio è necessario usare la quadricromia per realizzare stampe di immagini fotografiche in "bianco e nero", malgrado la presenza di dominanti saranno sempre preferite dal cliente finale rispetto a quelle realizzate con il solo nero.
Usando solo il nero la stampa non avrà dominanti tuttavia il risultato sarà appiattito a causa di un ridotto campo cromatico.

I vantaggi economici della stampa bn (K)
Esistono situazioni in cui l'aspetto economico è prioritario oppure il documento non contiene immagini fotografiche che richiedono particolare profondità tonale.
In questi casi è preferibile usare la stampa con un unico canale del nero. Il risultato è comunque ottimo per la stampa di testi, documenti tecnici, grafici o illustrazioni.

Comunemente definito:
nero ricco, nero profondo, nero intenso, nero cupo, nero di quadricromia.

Quando usare il nero pieno:
Il nero pieno viene spesso utilizzato nella realizzazione di fondi grafici oppure come estensione visiva del fondino di un oggetto inserito in pagina. In questi casi il suo scopo è creare continuità, dare profondità e garantire un impatto visivo deciso. Tuttavia, ciò che appare corretto a monitor non sempre corrisponde al risultato in stampa.
Affidarsi esclusivamente alla visualizzazione su schermo può portare a spiacevoli sorprese: aree che sembravano perfettamente uniformi possono trasformarsi in riquadri con tonalità leggermente diverse, creando stacchi evidenti all’interno della stessa pagina. Questo accade perché il nero che vediamo in un’immagine fotografica non è quasi mai un semplice 100% di nero (K), ma è composto da una combinazione di più percentuali di colore in quadricromia (CMYK). Si tratta di un cosiddetto “nero ricco”, ottenuto dalla sovrapposizione di ciano, magenta, giallo e nero per conferire maggiore profondità e intensità.
Per ottenere un risultato uniforme è quindi fondamentale analizzare le percentuali di colore presenti nello stacco della fotografia. Attraverso lo strumento contagocce è possibile verificare i valori di C, M, Y e K effettivamente utilizzati nell’area nera dell’immagine. Una volta individuate queste percentuali, occorre riproporle esattamente anche nel fondo pieno, impostandolo in modalità quadricromia.
Solo in questo modo si garantisce continuità cromatica tra immagine e sfondo, evitando differenze di tono e assicurando una resa di stampa omogenea e professionale.